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“L’arte di essere....NIBBIO!!!”
 
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STORIA DEI CORSI NIBBIO
 
 
NIBBIO - IN ACCADEMIA AERONAUTICA DAL 1933 AL 1936
 
Il periodo in cui il corso Nibbio frequenta l'Accademia Aeronautica è senza ombra di dubbio quello più ricco di avvenimenti ed imprese storiche dell'aviazione.
Gli echi ancora forti delle gesta eroiche dei pionieri dell'aria, tra le quali spiccano quelle del cavaliere del cielo, Baracca; l'epopea mitica delle trasvolate di massa, culminate nella prima trasvolata atlantica, tutti eventi forieri di una passione, quella per il volo, che sarà destinata ad essere immutata nel tempo e che spinsero all'arruolamento gli aviatori della prima generazione dei corsi Nibbio.
Solo sessanta furono i "fortunati" ammessi alla frequenza del corso. In quel periodo si volava due volte alla settimana all'aeroporto di Capua con il velivolo Breda 4 per poi passare al Breda 9, al CR 20, al CR Asso, al Breda 25 ed infine al CR 30 e CR 32.
Man mano che l'arte del pilotaggio si affinava, gli allievi del Nibbio gustavano sempre più l'ebbrezza del volo. Le figure acrobatiche, le navigazioni, le ricognizioni fotografiche furono mete entusiasmanti come quella del decollo, ma furono raggiunte soltanto con la forza di volontà ed a costo di sacrifici.
Terminato il periodo formativo dell'Accademia, i giovani ufficiali del corso Nibbio furono assegnati ai Reparti di volo ed immediatamente impiegati in azioni di guerra su tutti i fronti, dalla campagna di Spagna a quella d'Africa, dai Balcani alla Russia e nei cieli del Mediterraneo.
 
Molteplici sono state le imprese eroiche degli Ufficiali della prima generazione dei corsi Nibbio, che conta fra i suoi esponenti numerosi eroi di guerra.
 
Gen. S.A. Bruno TATTANELLI, unico appartenente al corso NIBBIO ancora in vita.
 
NIBBIO II - IN ACCADEMIA AERONAUTICA DAL 1953 AL 1957
 
Gli anni successivi al secondo conflitto mondiale, vedono le attività dell'Accademia aeronautica svolgersi nella sede di Nisida.
Settantasette gli allievi ammessi al corso Nibbio II, il così detto "corso dei corsi"; fu battezzato in tal modo poiché unico, nella storia aeronautica, ad aver avuto cinque membri che hanno rivestito, in servizio,il grado apicale di generale di squadra aerea, tra essi anche un Capo di Stato Maggiore dell'A.M..
Si volava sul Macchi 416, quando una nuova sfida interessò il corso Nibbio II: l'entrata in linea del velivolo Lockheed F104 Starfighter.
Al fine di perfezionare le abilità di pilotaggio, al termine dell'Accademia, il corso venne diviso: alcuni proseguirono la scuola di formazione al pilotaggio negli USA, altri in Canada, mantenendo alto l'onore ed il prestigio del nostro Paese.
Al rientro, i piloti, con alle spalle anni di addestramento si mostrarono entusiasti per la possibilità loro offerta di operare su un velivolo dalle prestazioni così elevate.
 
Il Nibbio II si onora di annoverare tra i suoi membri numerosi caduti in servizio che, con l'estremo sacrificio, hanno mantenuto fede al giuramento prestato.
 
 
NIBBIO III - IN ACCADEMIA AERONAUTICA DAL 1972 AL 1975
 
La terza generazione del corso Nibbio vede, nuovamente, un cambiamento di scenario: centosessantacinque furono gli allievi che si presentarono presso la nuova sede di Pozzuoli dell'Accademia Aeronautica.
Terminati i tre anni di formazione i piloti si confrontarono con un attività operativa resa particolarmente complessa dal clima internazionale caratterizzato dalla storica contrapposizione bipolare.
Nello stesso periodo si assiste all'entrata in linea del Tornado IDS, che comporta l'introduzione per l'AM di una nuova figura nel ruolo naviganti: quella di navigatore.
Il programma Tornado si fonda sulla cooperazione tri-nazionale tra Italia, Gran Bretagna e Repubblica Federale Tedesca: è il primo esempio di internazionalizzazione dell'Aeronautica Militare.
Tale cooperazione è stata resa possibile anche grazie al prezioso contributo tecnico-professionale di Ufficiali del corso Nibbio III appartenenti al ruolo Ingegneri.
La prima guerra del golfo è il primo banco di prova di questo nuovo sistema d'arma ed il battesimo del fuoco per molti equipaggi, tra i quali spiccano per valore e coraggio molti Ufficiali del Nibbio III.
 
Anche il Corso Nibbio III ha pagato un pesante contributo di Ufficiali piloti e navigatori deceduti nell'assolvimento del proprio dovere.
 
 
NIBBIO IV - IN ACCADEMIA AERONAUTICA DAL 1991 AL 1995
 
All'inizio degli anni '90 l'Aeronautica militare ha ormai chiaro il proposito di formare personale specializzato nei diversi ambiti di attività: il concorso per l'ammissione all'Accademia prevede, quindi, quattro distinte specializzazioni: piloti, navigatori, ruolo delle armi ed ingegneri.
Il confluire di professionalità e talenti differenti rende il Corso un ambiente ancora più ricco e variegato ed in grado di offrire alla Forza Armata Ufficiali e futuri comandanti plasmati per gli emergenti scenari operativi post guerra fredda.
Esponenti del Corso Nibbio IV si trovano infatti ben presto ad operare, con successo, nei diversi teatri operativi: Ex Yugoslavia, Kossovo, Iraq e più recentemente in Afganistan.
Una nuova avventura attende, ancora una volta, la IV generazione del corso Nibbio: i nuovi velivoli AMX e soprattutto l'Eurofighter rappresentano sfide importanti per le quali gli ufficiali, dei vari ruoli, hanno fornito un elevato contributo per il Paese.
Ma le sfide non si sono esaurite, altre ancora più stimolanti sono alle porte come l'entrata in linea del velivolo di 5ª generazione l'F35 che richiederà l'impegno sia del personale navigante che di quello della linea tecnica e del supporto, con la già chiara prospettiva di cedere, in corsa, il testimone ai futuri Ufficiali della V generazione del corso Nibbio.
 
Anche il Corso Nibbio IV ha pagato il suo triste tributo con la perdita di alcuni colleghi di corso che hanno onorato il proprio Paese con l'estremo sacrificio.
 
La continuità tra le 4 generazioni di Corsi NIBBIO: Gen. S.A. TATTANELLI (NIBBIO), Gen. D.A. ADAMO (NIBBIO II), Gen. S.A. LODOVISI (NIBBIO III) e T.Col. QUAGLIATO (NIBBIO IV)
     
 
 
 
 
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